Peaky Blinders – Recensione

Peaky Blinder è una serie crime britannica prodotta dalla BBC, scritta da Steven Kinght e che va in onda dal 2013. Interpretata da Cillian Murphy, Paul Anderson e Helen McCrory la serie ad oggi è stata trasmessa per cinque stagioni e probabilmente andrà avanti per altre due.

“Anche chi torna non torna mai veramente”

Birmingham, 1919. Appena tornati dalla Grande Guerra i fratelli Shelby riprendono il controllo delle strade di Birmingham, gestendo scommesse e truccando corse di cavalli. La loro banda, i Peaky Blinders, è sempre rimasta sotto i radar delle forze dell’ordine finché scambiando erroneamente un carico per un altro, non rubano una grossa partita di armi. Per scoprire dove sono il senatore Winston Churchill manda l’ispettore Campbell (meravigliosamente interpretato da Sam Neil, l’Alan Grant di Jurassic Park) a Birmingham per fermare i Peaky Blinders. Andando avanti con la serie vedremo sempre più giocatori coinvolti nella storia, dai membri dell’IRA (Irish Republicans Army) alla mafia italo-americana, o ad una particolare gang di ebrei. I Peaky Blinders per restare liberi e in vita dovranno destreggiarsi tra tutte queste personalità e tutti i drammi che si sono portati dietro dalla guerra.

Peaky f**** Blinders

Come tutte le migliori storie, i personaggi sono ciò che meglio manda avanti la trama. I Peaky Blinders sono capitanati da Thomas Shelby, interpretato da Cillian Murphy e doppiato da Simone D’Andrea. Tom è il secondogenito della famiglia ma per forza di cose tutti prendono ordini da lui e non dal primogenito Arthur (doppiato da Loris Loddi). Tom è il “padre” che i Blinders non hanno mai avuto, uno stratega con mille turbe psicologiche. Sveglio e capace, sarà lui quello che più di tutti toglierà le castagne dal fuoco ai membri della banda. A prima vista potrebbe sembrare avere una sola espressione, ma dopo pochi episodi vi renderete conto che Murphy riesce a mostrare tutto uno spettro emozionale con minuscoli accenni del volto. Non a caso è stato premiato nel 2020 con un NTA per la sua interpretazione. Altri personaggi degni di nota sono il fratello maggiore di Tom, Arthur e la zia Polly (doppiata da Roberta Greganti). Avete mai visto “The Bugs Life”? Ok, nulla descriverebbe meglio Arthur se non dire che è la cavalletta pazza che si vede all’inizio. Polly è invece la “mamma” dei Peaky Blinders, una donna forte che ha preso le redini della banda quando gli Shelby erano in guerra. Dopo Tom è sicuramente il personaggio migliore della serie.

Birmingham

Birmingham è forse da considerare come un altro personaggio della serie. La cura che è stata messa nell’ambientazione è maniacale, potrete sentire quasi gli odori del tempo, le strade, i vestiti, l’atmosfera, tutto è perfetto per catapultare lo spettatore in quel periodo. Contrasto meraviglioso a questa ambientazione “antica” sono le musiche. Una colonna sonora hard rock accompagnerà tutta la serie caricandovi a pallettoni per la scena successiva. Accostamento particolare ma riuscitissimo.

Ospiti speciali

Non so quanto sia costata la serie ma credo che la cifra sia astronomica. Se già il costo delle scenografie non fosse abbastanza, durante la serie vedremo attori piuttosto importanti entrare nella serie regalandoci personaggi incredibili. Avremo Tom Hardy (Inception, Dunkirk) che interpreterà il folle Alfie, capo della gang di ebrei. Adrian Brody sarà Luca Ciangretta, membro di spicco della mafia italo-americana. Sarà divertente il suo personaggio specialmente se vedrete la serie in lingua originale. Insieme a lui ci sono due suoi scagnozzi, interpretati da attori italiani. Nelle scene in cui parlano italiano sentiremo i due parlare normalmente mentre Adrian Brody biascicherà delle parole incomprensibili. Anche il suo modo di gesticolare è piuttosto stereotipato come di qualcuno che prova a imitare degli italiani. Nulla di grave, per chiunque nel mondo andrebbe bene così, purtroppo per noi può risultare vagamente ridicolo. Ultimo ma assolutamente non meno importante è Sam Neil che interpreta Campbell, il primo vero nemico dei Peaky Blinders. Il personaggio è scritto e interpretato meravigliosamente, andando quasi a turbare lo spettatore andando più avanti nella storia. Forse lui però è l’unico difetto della serie. Non tanto lui di per sé, ma come uomo di legge dovrebbe essere il “buono” della situazione e i Peaky Blinders i cattivi. In Romanzo Criminale per esempio tifavamo la Banda ma capivamo tutti che Scialoja fosse un brav’uomo. Stesso per Breaking Bad, tifi il cattivo ma il buono è Hank. Qui hanno deciso che pur di farci tifare i cattivi il buono dovesse essere peggiore di loro. L’ho trovata una scelta un po’ pigra ma gli si perdona visto come ne risulta poi il personaggio.

 

Non vedo l’ora di sapere il resto

Detto questo, la serie è incredibile e va vista da tutti. I pochissimi difetti che ha sono solo per chi li cerca con il lanternino, per chiunque altro risulterà quasi perfetta, dalle interpretazioni alla regia, alle musiche. Non posso aspettare di vedere la sesta stagione. Non fatevi spaventare dalle prime due puntate, sono piuttosto lente e potrebbero farvi decidere di smettere di guardarlo (cosa che feci io un anno fa). Continuate e guardatevelo, perdereste una piccola perla.

Cosa ne pensate? L’avete già  visto o pensate di vederlo? Fatemi sapere qua sotto.

Se ti è piaciuto questo articolo, non perderti i recap di Cose di Serie!

Alla prossima,

Luca

 

 

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