Non sentirti solo per non aver trovato l’anima gemella

Posso capirti. Se ti senti solo e pensi di non piacere a nessuno, posso capirti. Sono stata “sola” per 18 anni. Però adesso è passato parecchio tempo dal mio periodo no e posso dirti che ogni volta che una persona cerca di valutare la sua vita non riesce mai ad essere obiettiva. In certi casi si è troppo pessimisti e in altri troppo ottimisti… anche se a dire la verità nel 90% dei casi tendiamo tutti a vederci in una situazione peggiore rispetto quella in cui siamo realmente.

Siccome finalmente anche io sono uscita dal mio periodo forever alone contro il mondo, guardandomi indietro posso dire che tutto si riassume nella citazione di Hannah Montana The Movie: “La vita è una scalata, ma la vista è grandiosa”.

Diciamo che se potessi spiegare con una premessa il perchè quando non abbiamo un partner tendiamo ad essere negativi, individuo alcune cause nei classici stereotipi che la società impone: vai bene solo se trovi qualcuno che ti ama e che farebbe qualsiasi cosa per te. E questo concetto, insieme all’insicurezza (accentuata negli adolescenti), ci porta al costante confronto con gli altri.

La mia esperienza

Quando ero alle medie, vedevo le mie compagne fidanzarsi, lasciarsi, vedevo i miei compagni che facevano il filo alle ragazze e io diciamo che non ero fra le prime candidate. Stessa cosa per la prima parte del liceo. Che poi io non sono mai stata brutta, a posteriori fortunatamente me ne rendo conto.

Era il mio atteggiamento che mi fregava un po’: da una parte l’inesperienza, dall’altra il fatto che ho sempre cercato il grande amore e non storielle occasionali, mi costruivo castelli di sabbia finendo per avere standard e aspettative altissime… tutte le conoscenze maschili che entravano nella mia orbita finivano tutte per allontanarsi. Forse sarà stata colpa mia a volte… credo di aver spaventato parecchie persone con il mio carattere forte, ma dall’altra parte, una piccola parte di me sapeva che il non essere una ragazza facile era uno degli scogli più grandi per i miei coetanei. Nessuno cercava quello che cercavo io…e sempre a posteriori ringrazio di non aver ceduto, di non essermi mai accontentata ed aver evitato di finire con qualche idiota…

Però quando sei adolescente non riesci a fartene una ragione, e finchè non trovi qualcuno come te ti senti sbagliato. Che è proprio quello che è successo a me.

A 16 anni ero molto più magra di adesso, pesavo 55 kg, e quando mi guardavo allo specchio mi vedevo grassa ma senza tette. Dicevo di non piacere a nessuno ma allo stesso tempo dicevo che tutti quelli che ci provavano con me erano brutti o stupidi.

NB: tutte queste considerazioni su come fosse distorta la mia visione della vita le sto facendo a posteriori, quando ho messo la testa a posto.

Avevo il pallino. Avevo il pallino di trovare qualcuno che mi amasse e mi accettasse così come sono, e anche la mia migliore amica era sulla mia stessa barca. Ci sostenevamo ma anche influenzavamo a vicenda. Tutte e due a sentirci uno schifo per tutte le volte in cui ci siamo sentite sole guardando una coppietta felice e per tutte le frequentazioni maschili naufragate.

E proprio guardando le altre persone felici che mi chiedevo perchè anche io non potevo avere la stessa cosa, quella bellissima cosa patinata che ti propina anche la televisione, libri, film e che mi ha portato ad idolatrare la vita di coppia come se fosse la terra promessa. Da adolescente poi, ero facilmente influenzabile: più leggevo romanzi, più guardavo Love Stories, più sognavo chissà che cosa e mi deprimevo perchè non ce l’avevo.

Finita l’adolescenza è avvenuto il miracolo: ho cominciato a dare più spazio ai miei sogni individuali. Al centro del mio mondo il desiderio della coppietta felice iniziava a farsi da parte per lasciare spazio a me stessa.

Fortunatamente anche la mia migliore amica ha avuto lo stesso percorso e quando entrambe ci siamo lasciate il disagio e il sentimento di inadeguatezza alle spalle, la nostra nuova visione del mondo ci ha aiutate a vivere più rilassate e felici.

Paradossalmente è proprio quando abbiamo smesso di cercare e pensarci che sia io che lei abbiamo conosciuto i nostri futuri fidanzati.

Che cosa ho imparato

Dopo anni di riflessioni e autocritica ho imparato che le persone sono tutte diverse e che di conseguenza, la vita può essere vissuta in diversi modi: c’è chi punta tutto sulla carriera, chi mette su famiglia, chi invece preferisce avere più compagni di vita, chi vive con i suoi genitori, chi sta con il fratello o la sorella, chi sta con gli animali… insomma, l’happy ending non risiede solo nella coppia felice con i figli.

Proprio dopo aver capito questo, l’aver accettato la mia condizione, ha influito decisamente sulla mia vita. Perchè è proprio accettarsi la chiave per stare bene e piacere anche agli altri.

Mi sono piaciuta io, sono piaciuta anche agli altri. Non che prima il mondo mi odiasse, però quando sei sicuro di te, la gente ti guarda con occhi diversi. Quando ho incontrato Damiano per la prima volta, non ero più la teenager depressa che temeva di non piacere a nessuno, ero semplicemente io. Anzi, quando ci siamo visti davanti a quel negozio, io ero anche abbastanza impresentabile, eppure ci siamo guardati e ci siamo piaciuti lo stesso.

Fortunatamente io e Dami abbiamo costruito una splendida relazione di amore ma soprattutto di amicizia, ma credo che se fossi single ancora oggi, sarei rimasta lo stesso sicura di me e sempre con lo stesso atteggiamento ottimista.

Come vi ho detto, queste considerazioni lucide e obiettive sono riuscita farle solamente a posteriori. Ribadisco con fermezza che quando siamo nel mezzo del periodo in cui non ci sentiamo accettati è normale sminuirci e vederci brutti, grassi, sbagliati…ma questa non è la verità.

Non voglio fare finta che con questa testimonianza io risolva i vostri problemi. Sicuramente per arrivare dove sono arrivata io, ognuno ha bisogno di fare le proprie esperienze e di concludere un percorso di crescita.

Io posso semplicemente ricordarvi di non gettare mai la spugna e che la felicità è dentro di voi, non negli altri.

Qui Sara Scrive, passo e chiudo!

 

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About Sara 330 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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