Mulan #LaScriveSquadConsiglia

Mulan è un film del 2020 diretto da Niki Caro, prodotto da Walt Disney Pictures e remake dell’omonimo film d’animazione. Il film rivisita la leggenda cinese di Hua Mulan, una donna-guerriera, interpretata da Liu Yifei. Altri membri del cast sono Donnie Yen, Jason Scott Lee e Jet Li. A causa della pandemia di COVID-19, la pellicola è stata distribuita sulla piattaforma streaming Disney+ nel settembre 2020 con un sovrapprezzo speciale. Il 4 dicembre è stato reso noto che la pellicola sarebbe diventata disponibile a tutti gli abbonati senza alcun costo aggiuntivo.

Hua Mulan è la figlia primogenita della famiglia Hua, addestrata da suo padre nel combattimento sin dall’infanzia, mentre la madre dispera che una fanciulla così poco femminile sia in grado di trovare marito, giacché anche la mezzana incaricata di valutare se Mulan costituisca un buon esempio di fanciulla da marito conclude che la ragazza porterà solo disonore alla famiglia. Quando le truppe rouran, guidate dal feroce Bori Khan, cingono d’assedio la Cina, l’imperatore emette un decreto che impone a ciascuna famiglia di inviare un uomo a prestare servizio nell’esercito imperiale per difendere il Paese dagli invasori. Per proteggere l’incolumità del vecchio padre malato, Mulan ne prende in segreto il posto: ne ruba l’armatura e si presenta al campo militare travestita da uomo, annunciandosi come Hua Jun. Tuttavia l’addestramento non è dei più facili, e Mulan vive nel continuo timore che la sua identità venga scoperta, il che comporterebbe l’esclusione dall’esercito e l’eterno disonore per la sua famiglia. Nondimeno, grazie alla sua forza interiore, riesce infine a superare l’addestramento e a guadagnarsi la stima dei compagni e del comandante Tung, vecchio commilitone di suo padre, oltre che a sviluppare un legame particolare con il soldato Chen Hongui.

 

 

Il Live Action che ha scosso l’opinione pubblica

Alla Scrive Squad abbiamo avviato il nostro personale Club del Film e oggi il nostro gruppo cinefilo vi propone Mulan. Di seguito alcuni commenti dei membri della Squad che hanno preso parte a questo piacevole scambio di opinioni.

Speriamo di coinvolgere anche voi e di consigliarvi la visione di un buon film.

La Scrive Squad

Il remake live action di Mulan diretto da Niki Caro (non sia mai che si prenda una regista orientale, è già tanto che sia stata scelta una donna) ci porta nella Cina imperiale che deve difendersi da un esercito invasore. In questo contesto viene reclutato un uomo in ogni famiglia ma in quella di Mulan non ci sono maschi a parte il padre ormai in là con gli anni. Mulan prende il suo posto anche perché ha un ki potentissimo (una roba tipo Dragon Ball).
Ciò che c’era di buono nel Mulan animato viene cambiato e questo non sarebbe necessariamente un male ma il messaggio di fondo del film d’animazione era un altro: Mulan è valorosa in quanto essere umano e non c’era bisogno di super poteri!
Qui invece il film sembra dire “guarda che non potrai mai essere pari ad un uomo” ed è estremamente fastidioso.
Realizzazione tecnica notevole ma con quei mezzi è impossibile girare male. C’è da dire che si vedono movimenti di macchina che citano il cinema action orientale ma nulla di memorabile, una semplice operazione di mercato come tutti i live action prodotti da Disney.
Un appello a Bob Iger, lascia stare Il Gobbo di Notre Dame oppure mettilo nelle mani di un regista come si deve e lasciagli carta bianca altrimenti ti vengo a prendere a casa!
Secondo appello a Bob Iger: voglio Bambi diretto da David Cronenberg.

Lorenzo

Si possono dire tante cose di questo film, come ad esempio il fatto che è stato rilasciato al pubblico dopo una lunga serie di rinvii, che è il film più costoso che abbia mai avuto una regista donna, il primo film Disney ad avere un cast interamente asiatico e asiatico-americano e il primo dei remake live-action della Disney ad avere una classificazione PG-13 negli Stati Uniti. Oltre che uno dei primi contenuti di Disney + ad avere l’accesso esclusivo dei contenuti extra a pagamento. Mazza, manco fosse l’ultimo film mai rilasciato di John Wayne.
La pressione delle aspettative su Mulan è stata davvero alta, ma appunto, come spesso accade non si riesce a reggerla. In questo caso non avrebbe retto neanche se tutte le caratteristiche sopraelencate non si fossero presentate. Perchè? Perchè semplicemente questo film non è Mulan. Non dovrebbe essere chiamato Live Action, bensì un rifacimento della legenda di Mulan, ma senza collegarlo al grande classico Disney. Non hanno nulla in comune se non l’ambientazione e il nome della protagonista.
Inutile quindi paragonarlo al cartone animato, che invece spicca per il senso dell’umorismo, le canzoni e le caratterizzazioni dei personaggi.
Questo rifacimento è abbastanza godibile, ma anonimo. Non spicca di originalità, non lascia nulla su cui riflettere. Questo perchè il tema dell’eroina che deve ritrovare se stessa ed accettarsi è stato rivisto e rivisto mille volte. Arrivare sempre alla solita conclusione non è un buon motivo per fare un film. Per questo contano molto i personaggi, l’ambientazione, la sceneggiatura, la regia e il cast di attori. Purtroppo le priorità del film sono state altre. Infatti viene aperto il filone del Qi – la forza interiore – che in teoria avrebbe potuto rendere il film più interessante, in pratica è stato sviluppato talmente poco che molte cose sembrano senza senso. Ad esempio il perchè Mulan non debba usare i propri poteri liberamente.
Tutto viene dato per scontato e presentato come una mera rappresentazione di come la potente Mulan fece il **** a tutti. Non c’è nessun arco narrativo. La protagonista viene presentata come un guerriero super sayan già dalle prime scene. Non compie nessun percorso di crescita e anzi, viene fatto un passo indietro dal punto di vista femminista in quanto viene tutto sposato sulla retorica del guerriero leggendario, piuttosto che su una ragazza e la sua forza di volontà. Come si fa ad empatizzare con un personaggio del genere? Soprattutto se ha lo spessore di un foglio di carta e l’attrice che lo interpreta conosce solo un’espressione… tutto abbastanza coerente anche con la reputazione della stessa.

Sara

Ho cercato di non partire prevenuta su questo live action, di cui avevo già letto molte critiche e commenti negativi, ma purtroppo dopo già dieci minuti mi sono dovuta ricredere perché da subito ci viene presentata Mulan come una specie di super-eroina che deve nascondere il proprio potere per motivi a mio parere assurdi. Il concetto del QI interessante, ma non viene approfondito come dovrebbe e appunto viene relegato a una sorta di super-potere (o qualcosa di quasi identico alla Forza di Star Wars) che solitamente hanno gli uomini.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg, se c’è una cosa che veramente mi ha dato sui nervi è sentir ripetere di continuo che una donna porta onore alla famiglia solo sposandosi e che una donna non potrà mai essere valorosa quanto un uomo. Questa cosa viene sottolineata quando i compagni di Mulan descrivono la loro donna ideale e Mulan descrive se stessa, Yao subito fa una battuta dicendo che allora sta descrivendo lui.
L’introduzione della strega ai fini di trama serve soltanto a dare un piccolissimo vantaggio al nemico, vantaggio che ha breve durata, e quando ho visto la scena in cui chiede a Mulan di unirsi a lei e prendere insieme il proprio posto per un attimo mi sono chiesta se non stessi guardando un remake di The Last Jedi perché mi ha dato esattamente la stessa impressione della famosa scena della sala del trono. Se fosse stata una storia originale e non una trasposizione di un classico avrei apprezzato molto di più la presenza della strega, alla fine non è così male come personaggio perché non è realmente cattiva, però hanno sprecato questo personaggio con la classica “redenzione con la morte” (che onestamente ha stufato).
Se a tutto questo aggiungiamo persone che corrono sui muri come se la forza di gravità non esistesse (Legolas ne “Lo Hobbit” ne sa qualcosa), una fenice che sembra aggiunta agli ambienti con un software scadente, Mulan che con un calcio lancia una freccia facendo centro nel petto del nemico e l’attrice che per tutto il tempo mantiene sempre la stessa espressione, capirete che di Mulan questo film ha soltanto il nome.
A fine film non  ti resta nulla se non un “ma che cosa ho appena visto”, Mulan non aveva bisogno di una giustificazione mistica per la sua forza di volontà, per le sue abilità e il suo coraggio perché vanifica la sua caratterizzazione e il messaggio che trasmetteva il classico.

Anna

Il remake di Mulan mi ha fatto tornare indietro nel tempo. Non guardavo il cartone d’animazione dai tempi dell’infanzia ed ora, proiettata di nuovo ai tempi dell’imperatore, della Cina rurale e dei combattimenti e schieramenti, tra tradimenti e perdono, vere e false identità, addestramento e disciplina, mi è parso davvero di ricreare un’atmosfera fanciullesca e sono riuscita anche ad accedere ad una chiave di lettura diversa, data dall’eta che nel frattempo è avanzata e con essa anche la mia concezione di alcuni temi della quotidianità. Sicuramente, oltre al coraggio e alla voglia di farsi valere, di esprimere il valore della propria natura, all’impatto che una giovane eroina può avere o meno in queste storie così ricche di velocità, decisioni, destini, coraggio, ci ho visto davvero ben inserito il tema del femminismo. Un femminismo eroico e avvincente che visto oggi, attraverso una vecchia storia narrata per i bimbi, e che viene amata anche dagli adulti, risulta non solo innovativo ma anche necessario, forse è una specie di manuale per andare anche avanti nelle sfide della vita, ci leggo un amuleto e un taccuino di consigli dediti alla vita e alla determinazione, tutto per le donne e con le donne. Ecco, in Mulan vorrei leggerci questo e dare dunque al mio commento sul film, una connotazione puramente emozionale e psicologica, come spesso mi succede di fare con tutti i remake di cartoni o anche di film. Molti ci hanno letto una rivisitazione negativa che non segue un filo logico col cartoon d’animazione, altri ovviamente sosterranno che vecchio è sempre meglio ma io a questo proposito, mi soffermerei più sui messaggi e sui valori che alcuni temi e interpretazioni ci offrono.

Teresa

 

Questa era la nostra recensione di Mulan. Cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti!

La Scrive Squad

 

 

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