“Manticora” di Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini – Recensione

 

La manticora è una creatura mitica, una sorta di chimera dotata di una testa simile a quella umana, corpo di leone e coda di scorpione; il termine “martichoras” significa in greco “antropofago”, perché questa bestia si nutre per lo più di uomini.

Un manipolo di dissidenti e criminali comuni sovietici, relegato su un’isola inospitale, ricorre al cannibalismo pur di sopravvivere. Un anziano giace moribondo sulla neve, un bambino lo fissa affamato. “Vuoi quel vecchio?” chiede uno degli esiliati; il bimbo annuisce. “Te lo devi guadagnare”.

Nel corso di un raid notturno in Iraq, alcuni ranger dell’esercito degli stati uniti sperimentano inconsuete pulsioni.

Los Angeles è terreno di caccia del “Feticista”, un predatore sadico la cui cattura rappresenta per Nick Wise, agente dell’FBI a fine corsa, l’obiettivo ultimo di un’illustre carriera. Tra le ombre del ghetto, si muove enigmatica, la solenne figura del “Reverendo”, latore di morte e nunzio dell’apocalisse.

Tutto questo (e molto altro) è “Manticora”, un romanzo in tre parti (“Damnatio”, “Morbus”, “Aeternitas”) di Andrea Novelli & Gianpaolo Zarini, disponibile anche in versione audiobook su Amazon Audible.

Tra un Iraq devastato e una Los Angeles popolata di oscure presenze, passando per la battaglia di Mogadiscio (già sul grande schermo in “Black Hawk Down”) e la desolazione dei gulag siberiani, un male senza volto intesse la propria trama, contrastato unicamente da un’umanità allo stremo e tuttavia indomita.

Come la mitologica Bestia del titolo, “Manticora” è un costrutto (magistrale) che attinge a diversi generi nella composizione di un unicum letterario di devastante potenza. Personaggi indimenticabili, atmosfere cupe, redenzione e aberrazione sono i tratti distintivi di un’opera che lavora sottopelle, evocando paure antiche, fino all’ineluttabile catarsi, quando ogni dettaglio collima a svelare finalmente l’autentico volto del mostro.

Ok. Fatti contenti i chierichetti, si cambia registro: di qui in avanti userò un linguaggio più confacente al carattere sanguigno dell’opera. Ladies and gentlemen, abbiamo per le mani roba forte, una storia che ti prende per i coglioni e non allenta la stretta fino all’ultimo sconvolgente capitolo.

“Manticora” spacca soprattutto perché la coppia Novelli & Zarini, oltre a far benissimo il proprio mestiere, infonde nella narrazione una passione genuina e contagiosa. Si evince da ogni singola fottuta riga, dall’immediatezza del testo, dalla spietata plausibilità dei protagonisti: primo fra tutti il titanico di Nick Wise, esatto contrario dell’agente speciale stereotipato che tutti conosciamo e alcuni amano.

Nick ha il cuore malandato, è grasso e ha schifo di se stesso. Le uniche vestigia di un’ormai tramontata prestanza sono l’irriducibile chioma color ferro e una virile barbaccia da taglialegna. Il suo tempo volge al termine ed egli ne è dolorosamente conscio: commovente e più dura del diamante l’enunciazione di tale consapevolezza in un’unica, laconica sentenza rivolta alla collega.

Pur assuefatti (come il sottoscritto) ai bistecconi dei blockbuster americani tiferete per Nick come la curva sud allo stadio; se non siete in grado, toglietevi la vita che è meglio.

Subito dopo si piazzano il “Feticista” e il “Reverendo”: cattivi cattivissimi, ma non per questo bidimensionali.

Nel capolavoro di Andrej Končalovskij (da una storia di Akira Kurosawa) “Runaway Train”, quando Rebecca De Mornay accusava l’ergastolano John Voight di essere un animale, lui rispondeva: “Una bestia? No. Sono un essere umano. Che è molto peggio!”

La citazione esprime al meglio l’intensità dei villain, come già il Bardo Immortale in “Riccardo III”:

“No beast so fierce but knows some touch of pity, But I know none, and therefore am no beast.”

(Non c’è bestia tanto feroce da non conoscere una qualche forma di pietà. Ma io non ne ho alcuna, giacché non sono una bestia.)

Non mancano le sorprese, né i cambi di prospettiva. “Manticora” avvince, stupisce e poi ricomincia, in un vertiginoso giro di giostra mai uguale a se stesso.

Pur non trovandomi su un atollo sperduto nel mare del nord, l’ho “divorato” perché la mia fame di cervello è “Sine Requie” e gli autori hanno sapientemente dimostrato di averne due (prelibati) di ottima qualità.

Bon appetit.

FAKE NEWS – Brendan Gleeson sarà Nick Wise nella nuova serie HBO: “MANTICHORA”. Io interpreterò il “Feticista”.

 

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