Intervista a Emmanuele, da 10 anni interprete di Gesù nella rievocazione di S. Angelo Lodigiano

Come ogni anno, ormai da dieci anni, partecipo come interprete alla rappresentazione della Passione di Cristo che si tiene nel mio paese la sera della Domenica delle Palme. È un’occasione in cui la comunità si ritrova a ripercorrere gli ultimi momenti della vita di Cristo a partire dall’ultima cena fino ad arrivare alla morte in croce. Quest’anno, in occasione del decennale, ho chiesto al nostro regista e interprete di Gesù, Emmanuele Giuliano, di rispondere a qualche domanda.

Ciao Manu, come prima domanda volevo chiederti quando,  come gruppo, si è pensato di ricreare la passione di Cristo avevi già in mente tutto o le soluzioni tecniche si sono sviluppate man mano che si procedeva nella realizzazione?

Tutto è iniziato quando a quattro anni ho visto una Via Crucis animata in una piccola chiesetta, e questo deve aver scatenato in me questa voglia di rappresentare il Sacro. Poi crescendo si è aggiunta la passione per il teatro, la visione di film che comunque rientravano nel tema in questione, e lo studio all’università dei cosiddetti “misteri” che mettevano in dramma temi religiosi. Questo mi ha fatto pensare: “Perché noi, compagnia di ragazzi e giovani di oratorio non possiamo mettere insieme la drammatizzazione e la devozione?” infatti, quando ho deciso di presentare questo mio desiderio ai responsabili del gruppo e al parroco, si sono dimostrati subito molto volenterosi, anche perché una cosa del genere è più unica che rara nel lodigiano. Quindi grazie a tutti i collaboratori del gruppo NUOVI ORIZZONTI, le idee che avevo accumulato in tanti anni, pian piano prendevano, prendono e spero prenderanno forma.

A cosa si ispira maggiormente il copione oltre che ai Vangeli? 

Il racconto della Passione di Cristo è forse quello che gli evangelisti narrano più dettagliatamente. Poi agli scritti di due grandi mistiche: Anna Katherina Emmerik (famosa per aver ispirato Mel Gibson in “The Passion”), Maria Valtorta.

Alcune scene non compaiono nei vangeli, per esempio quella di Claudia e Pilato. Che compito hanno nella rappresentazione?

È vero alcune scene non sono citate nei Vangeli come la descrizione del sogno di Claudia e il rimorso delirante di Giuda. Abbiamo deciso di marcare anche in maniera piuttosto forte queste parti, descritte in maniera discreta nel racconto evangelico, per porre delle domande e forse anche rispondere alle centinaia di persone che da anni ci seguono.

Quali sono i progetti per il futuro di questo evento? Ci sono altre scene che si potrebbero aggiungere?

Ogni anno cerchiamo di arricchire la drammatizzazione di particolari per renderla la più completa possibile, non solo per motivi tecnici. Infatti da due anni abbiamo integrato la scena dell’Ultima Cena che quest’anno verrà arricchita dalla Lavanda dei piedi, lo scorso anno abbiamo abbellito la Via Crucis capeggiata da una guardia romana a cavallo di un imponente frisone. Ma il progetto più grande che vorremmo realizzare è quello di coinvolgere tutta la comunità, in modo che si senta protagonista.

Quanto c’è di “cinema” e quanto di storico? Alcune scelte sono state fatte per dare un maggior impatto sul pubblico o anche rappresentando fedelmente i Vangeli si sarebbe avuto lo stesso risultato?

Un punto su cui ho sempre voluto fare perno è l’essere il più fedele possibile alla realtà ed è stato possibile grazie alle fonti evangeliche e alle fonti storiche. Senza tralasciare i particolari che ci offre la Sindone. Ecco, forse, l’unica cosa che potrebbe risultare strana è il fatto che Gesù durante la salita al Calvario non porta solo il palo orizzontale della croce, al contrario dei due ladroni, ma la croce intera. Questo per accentuare il sacrificio salvifico di Cristo.

Com’è interpretare Gesù? 

Avevo da poco compiuti 18 anni quando decisero di affidarmi la parte di Gesù, un po’ perché non se la sentiva nessuno, un po’ perché me la sentivo mia, sta di fatto che sono 10 anni che interpreto la parte di Cristo. Confesso che ogni volta che mi metto nei panni di Gesù mi sento realizzato e soddisfatto, nonostante gli sforzi fisici e morali siano provati, affrontare gli ultimi attimi della sua vita creano in me una forza e un ’emozione indescrivibile, tant’è vero che in alcune scene mi viene da pensare:”caspita ma, Lui tutto questo l’ha fatto per me!” E lì comincio a piangere buttando fuori tutto quello che ho per fare in modo che chi guarda non rimanga indifferente.

A quali attori ti ispiri?

Beh, la storia del cinema è costellata di attori che hanno interpretato la parte di Gesù, posso dirti quali hanno segnato di più la mia esperienza e la mia formazione: Jeffrey Hunter (il Re dei Re) Robert Powell(Gesù di Nazareth) e ovviamente Jim Caviezel (La Passione di Cristo).

Qual è il ricordo più bello che hai di questa esperienza ormai decennale?

Il ricordo che mi porterò sempre nel cuore è il forte abbraccio che ho dato a mio papà prima di cominciare la Passione del 2012.

Per chiunque fosse della zona e volesse partecipare ecco la locandina con tutte le indicazioni.

Un ringraziamento particolare a Sara Bianchetti per le foto.

Lorenzo

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About Lorenzo 42 Articles
Sono un grande appassionato di Cinema, soprattutto pellicole horror. Adoro anche il cinema classico e tutto ciò che non è mainstream. Sono anche un appassionato di videogiochi e serie Tv. Amo leggere e vado matto per Stephen King e Bruce Springsteen.

2 Commenti

  1. Anch’io ho interpretato Gesù in un Live Action Role Playing dal titolo “La verità vi farà liberi”. Era ambientato in un futuro distopico in cui la Germania nazista aveva vinto la seconda guerra mondiale e il Messia arrivava ai giorni nostri.
    Che Grande esperienza! Che emozione indimenticabile!

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