Le influencer scrittrici: è la fine della letteratura?

Influencer scrittrici? Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza! Mi sa che a questo giro le mani saranno quasi tutte abbassate. Per i meno dediti ai social network, continuate la lettura e scoprirete. Stiamo parlando del primissimo e recentissimo libro di Giulia De Lellis, influencer con oltre 4 milioni di follower su Instagram.

Giulia, 23enne che deve la sua popolarità al celebre programma Uomini e Donne, ha confessato che l’idea di scrivere un libro non è stata sua, bensì della casa editrice Mondadori; le è stato, infatti, di mettere nero su bianco quel capitolo della sua vita di cui tutti hanno parlato. Il libro, infatti, racconta del tradimento subito dall’ormai ex fidanzato Andrea Damante. Scritto in collaborazione con Stella Pulpo, in poco tempo ha conquistato il titolo di libro più venduto al lancio in Italia negli ultimi due anni.

Ma Giulia non è la sola influencer ad aver intrapreso la strada della scrittura. Molte altre, con numeri da capogiro sui social, hanno deciso di buttarsi e cavalcare l’onda. Tra queste, Valentina Dallari, il cui libro è già stato pubblicato, e Ludovica Valli e Valentina Vignali, che lo hanno solo annunciato.

Scrivere per moda

La “moda” di scrivere libri è iniziata con la pubblicazione assidua di romanzi precedentemente scritti sulla nota piattaforma Wattpad. Dopo, ha raggiunto gli youtuber che per la prima volta si sono cimentati nel genere autobiografico. A quel punto sembrava essersi placata, ma ecco invece che arrivano le influencer. Perché questo fenomeno si sta così tanto espandendo? Ragazzi e ragazze che condividono ogni aspetto della loro vita sui social, cos’hanno in più da raccontare in un centinaio di pagine di un libro? E cosa più importante, c’è davvero chi li acquista con la voglia di sapere e conoscere e non perché  sia un fan dell’autore/autrice?

Queste domande non sembrano preoccupare le case editrici. Sembra che non ci pensino due volte a pubblicare libri non sempre scritti bene e di fatto con nessun contenuto veramente valido. Preoccupano però i lettori abituali, il più delle volte increduli di queste scelte. Potremmo dire che sono scelte fatte non con l’obbiettivo di vendere un prodotto valido, ma di vendere e basta.

Tutto questo presuppone la fine della letteratura? Fortunatamente i libri degli youtuber e degli influencer non sono gli unici ad essere pubblicati; tante case editrici fanno un ottimo lavoro scegliendo di dare spazio anche a scrittori emergenti e a prodotti validi e molto apprezzati. Ma, nonostante questo, è probabile che sentiremo ancora per un po’ di libri scritti da chi ha molto seguito sui social.

Le influencer scrittrici sono un bene o un male?

Ma noi possiamo cambiare le cose? I dati raccolti nel 2018 dall’Associazione Italiana Editori ci mostrano che 6 italiani su 10 non leggono. E chi legge non sempre sempre a fare una scrematura critica dei titoli che vengono proposti dagli editori. Siamo noi lettori, infatti, che indirizziamo le case editrici verso determinati tipi di contenuti con le nostre scelte. Al momento, l’unica cosa certa è che Stephen King è stato battuto dalla De Lellis; noi non possiamo far altro che affidarci al nostro gusto personale e vedere come tutto questo andrà a finire.

 

Se siete arrivati fin qui e avete voglia di esprimere la vostra opinione potete farlo nei commenti.

Alla prossima,

Rosy. xo

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2 Commenti

    • Penso che questa sia una giusta osservazione. Speriamo solo, però, che questa moda non porti alla rovina della scrittura e di tutto il mondo che c’è dietro.

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