I Medici – Nel nome della famiglia | Recensione prima parte

Dopo il grande successo delle prime due stagioni, tornano I Medici su Rai 1. La serie tv internazionale dal cast stellare con la terza stagione intitolata “Nel nome della famiglia”. Boom di ascolti per le prime due serate con 4.404.000 telespettatori e il 19% di share. La serie dedicata alla storia della famiglia fiorentina è stata la trasmissione più vista del prime time. Lo share è l’1,4 in più rispetto all’esordio della scorsa stagione. Con 113mila interazioni, inoltre, è stato il programma più commentato sui social, al netto degli eventi sportivi. Su Twitter, il più commentato dell’intera giornata..

Trama

Prima puntata

La terza stagione ci porta a pochi mesi dalla Congiura dei Pazzi, Lorenzo è ancora animato dallo spirito di vendetta. Si consuma uno scontro a distanza tra Lorenzo e Papa Sisto IV; di questo conflitto tenta di approfittare il crudele conte Riario – l’ultimo dei congiurati rimasto in vita – che cerca di far scoppiare la guerra tra Firenze e Roma. Mentre la famiglia Medici viene a sapere dell’esistenza di Giulio, figlio illegittimo del defunto Giuliano, a Firenze giunge un frate domenicano che sembra capace di leggere nel cuore di Lorenzo: Girolamo Savonarola.

Successivamente entra in campo ill Regno di Napoli accanto alle truppe papali, che rischia di segnare la fine di Firenze. Tra i Priori c’è chi dubita di Lorenzo, ma il Magnifico, deciso a non lasciare che Firenze cada in mano ai nemici, trova uno stratagemma per esautorare i Priori sostituendoli con il Consiglio dei Dieci, composto da uomini a lui fedeli. Quando Clarice, incinta, viene mandata in campagna con i bambini, la famiglia subisce un attacco da parte degli uomini di Riario. Di fronte all’approssimarsi della minaccia militare sulla città, Lorenzo decide di partire alla volta di Napoli con il suo nuovo consigliere Bruno Bernardi, per cercare di spezzare l’accerchiamento e riportare la pace.

Seconda puntata

A Napoli, Lorenzo prova con difficoltà a convincere il re Ferrante d’Aragona ad abbandonare l’alleanza col papa. E mentre il Magnifico, con l’aiuto della bellissima Ippolita Sforza, cerca di conquistarsi la fiducia del sovrano, Firenze resta sotto l’assedio delle truppe papali con il popolo e Clarice che temono di essere stati abbandonati. Per riuscire nella sua impresa Lorenzo mette a rischio la sua stessa vita.

 


Dopo sette anni di guerra, Lorenzo spera di chiudere i conti con Sisto IV ottenendo la firma di un trattato di pace tra i vari regnanti italiani ma Riario, sperando di far saltare le trattative, attacca la città di Ferrara, alleata di Firenze. Logorato dalla situazione, il Magnifico decide così di avviare suo figlio Giovanni alla carriera ecclesiastica per aumentare l’influenza dei Medici nella Curia romana. Nel frattempo Lucrezia, ormai anziana, coinvolge sempre più Clarice nella gestione della banca e dei suoi segreti.

Commento

I Medici è uno dei pochi casi in cui riesco a tollerare l’inaccuratezza storica grazie alla sceneggiatura poetica, cast stellare, scenografia all’altezza -una convincente riproduzione della Firenze di allora allestita a Volterra- e alla colonna sonora eccellente (scritta da P. Buonvino… che ancora non sono riusciti a rilasciare integralmente).

Forse però, in questa prima parte della fiction, la foga nel raccontare e l’obbiettivo di spettacolarizzare avvenimenti storici sono un po’ troppo esagerati.

Innanzitutto, la prima cosa di cui ci si accorge è l’abuso di didascalie come pezza per tentare di spiegare e contestualizzare i numerosi eventi. Diventa tutto troppo confusionario, perchè la serie tenta di raccontare in due ore una serie di intrecci che si districano in un arco di dieci anni. In un periodo dove complotti e strategie sono davvero complessi e risultato molto confusi se presentati grazie allo scambio di qualche battuta o la giustapposizione di scene da un minuto. Va tutto troppo veloce. Già il fatto che nella seconda parte della seconda puntata ci sia un salto temporale di ben 7 anni è pazzesco…

Inoltre certe situazioni, soprattutto quelle della prima puntata, sono state gonfiate e almeno a mio parere, risultate troppo ingombranti. La storia dei dipinti dei cadaveri sulla loggia l’ho trovata davvero pesante. Non sono mancate però le scene sensazionali, quelle che rendono davvero Lorenzo Magnifico. Ad esempio le sue trovate diplomatiche, come quella che spinge alla creazione dei dieci e al salvataggio di Clarice.

Vendetta, Potere e Religione…

questo caratterizza la prima puntata. In particolare siamo spettatori del lutto di Lorenzo, interpretato dal magnetico Daniel Sharman, di come la sua fede abbia cominciato a vacillare dopo la morte del fratello (avvenuta per mano della famiglia Pazzi) e di quanto sia difficile vivere in una società dove tutto ruota intorno alla superstizione della popolazione. Complotti interni a Firenze e complotti internazionali metteranno a dura prova la famiglia dei Medici. Ma come dice Messer Bernardi “Mai sfidare i Medici”.

Il doppiaggio

Sono stata felicissima di ritrovare Manuel Meli come doppiatore di Toby Regbo, nuovo membro del cast e nuova promessa. Purtroppo l’abbiamo visto davvero in un ruolo marginale, quello di Tommaso Peruzzi, che fin’ora, nonostante le mie ricerche non sono riuscita ancora ad inquadrare (innanzitutto il vero nome del personaggio storico fu Baldassarre Tommaso Peruzzi e fu tutto meno che un amico di Lorenzo o un politico. Anzi, secondo wikipedia prese parte all’assedio di Firenze contro i fiorentini… quindi… ). Io addirittura ipotizzavo potesse interpretare Leonardo Da Vinci… Comunque! Speriamo di vederlo più spesso in azione. Gradisco anche i doppiatori degli altri membri principali del cast. La voce di Clarice sembra fatta proprio per lei, mentre la Mastronardi è doppiamente brava: sia a recitare che a ridoppiarsi. Non posso dire lo stesso però del doppiaggio dei personaggi secondari (che ci regalano scene con fuori sync) e Aurora Ruffino, molto espressiva ma poco credibile nel ridoppiaggio di se stessa… come del resto tutti gli attori italiani che in questa serie tv si ridoppiano. Come ho detto prima, l’unica che rende bene è la Mastronardi.

Nuovi e vecchi personaggi

Monoespressivi i piccoli attori interpreti dei giovani Medici. Un vero peccato, perchè hanno dedicato loro parecchie scene che sarebbero potute andare meglio. Soprattutto quelle dedicate al piccolo Giulio, figlio illegittimo di Giuliano e simbolo di speranza per la famiglia. Speranza non per tutti visto che sin dall’inizio Piero manifesta sentimenti di gelosia per il cugino, che ricorda a Lorenzo il fratello Giuliano. Molto meglio invece, gli attori adolescenti che sostituiscono i giovani Medici.

Ippolita Sforza la nuova Lucrezia Donati? L’attrice che la interpreta è molto bella e affascinante, sicuramente le brevi clip che abbiamo visto tra lei e Lorenzo sono state molto intense ma non regge il confronto. Confronto tra amanti, confronto tra cugini, confronto tra politici, confronto tra nuora e suocera. E’ stato molto interessante vedere l’evolversi del rapporto tra madonna Medici e Clarice.

La serie non è nuova ai flashback per suscitare un po’ di effetto nostalgia negli spettatori, infatti se nella prima stagione le scene erano inframezzate da ricordi di Contessina e Marco Bello, questa volta è Giuliano De Medici (Bradley James) a far parte dei ricordi di Lorenzo.

Alcuni omaggi

Notevoli i dialoghi tra lo stesso Lorenzo e la più importante aggiunta a questa terza stagione, il predicatore Girolamo Savonarola, in cui si anticipa il tema della corruzione della chiesa e dell’imminente scontro tra riformatori radicali e conservatori. Ho amato e trovato perfetta anche  la breve scena tra Lorenzo e un ancora giovane Leonardo Da Vinci, un piccolo omaggio in cui in poco tempo si esprime velatamente lo scetticismo nei confronti della religione e l’entusiasmo per la scienza…mentre Clarice asserisce che vorrebbe che i suoi figli studino la Bibbia. Il mondo è bello perchè vario no?

Leonardo però non è l’unico omaggio all’arte, in questa stagione viene fatto anche un piccolo riferimento al maestro Brunelleschi e la cupola autoportante attraverso la passione per il disegno di Giovanni Medici.

Conclusioni?

Anche in questa stagione ci sono imprecisioni storiche e l’uso di un linguaggio troppo moderno, ma la gaffè più grave che ho notato è stato il biglietto scritto in italiano corrente che Lorenzo  legge alla verso la fine del secondo episodio. I Medici è una serie colma di queste più o meno piccole discrepanze, di disattenzioni che bene che vada sono leggerezze, ma che più spesso sembrano legate a una bassa stima nei confronti dello spettatore. E’ anche abbastanza imbarazzante sentire una profusione di messere e madonna, facili mezzi per inquadrare quell’epoca, e poi sentir dire a Sandro Botticelli “anche i miei sono morti quando ero piccolo“, adottando un’espressione, “i miei”.

Facendo quindi un piccolo riassunto, la serie sicuramente è un prodotto ben riuscito che punta su cast e scenografia importanti, ma allo stesso tempo potrebbe fare di più. Potrebbero esserci più puntate e si potrebbe puntare ad una fedeltà storica maggiore per educare lo spettatore, anche quello internazionale, piuttosto che limitarsi ad intrattenere. 

Aspettando le prossime puntate…

Ho letto su facebook che qualcuno spera in una quarta stagione, ma nonostante la famiglia Medici si estingua nel 1737, i successori del magnifico non saranno così altrettanto magnifici da meritarsi di veder narrate le loro gesta. Pertanto, spero in un finale chiuso e glorioso, con tanto di close up su Daniel Sharman.

Per adesso mi godo il finale di queste due serate. Molto commovente la morte di Lucrezia, nonna Medici, che prima di esalare l’ultimo respiro cerca la sua famiglia, il suo Giulio, il suo Giuliano. Sono stata anche felice per la piccola scena finale in cui Giulio, molto più espressivo e convincente da adolescente, raggiunge Giovanni per partire con lui per Roma. Savonarola irrompe dicendo “Quel corrotto, delinquente e stronzo del Papa Riario ha finalmente tirato le cuoia è morto”. Riuscirà Lorenzo a far eleggere Papa Innocenzo VIII? Riusciranno Giulio e Giovanni a diventare Papi?

Chi lo sa? Lo scopriremo nelle prossime puntate…oppure studiando un po’ di Storia.

 

Qui Sara Scrive, passo e chiudo!

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About Sara 362 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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