Gli sciacalli degli incidenti

Sicuramente l’argomento di cui tratterò è familiare a troppe persone purtroppo perché specialmente in Italia c’è gente che lo fa di professione.

Mi ricordo che fra le storie che mi raccontava della sua gioventù, mio nonno ricordava in particolare un avvenimento che accadde a Napoli davanti ai suoi occhi: mentre era in visita per la città insieme ad un suo amico del posto, passò in una piccola stradina con due marciapiedi ai lati, due passanti all’estremo opposto della strada e una macchina che non andava ne troppo piano e ne veloce.

Appena imboccata la strada mio nonno e il suo amico videro uno dei due passanti buttarsi per terra, al centro della strada, e cominciare a rotolare via toccandosi la gamba. L’altro passante, che sembrava non avere legami con lui, subito cominciò a strillare e si precipitò verso “il ferito”. Eppure non sembrava ci fosse stato un vero e proprio impatto.

Secondo la spiegazione dell’amico di mio nonno, che era abituato a vedere quelle scene, quello era un rituale che gli sciacalli degli incidenti erano abituati a fare: due persone d’accordo imboccavano strade senza altri testimoni, facevano finta di non conoscersi e cominciavano a camminare avanti e indietro. Appena vedevano passare una macchina non di Napoli, mettevano in scena l’incidente: uno dei due si buttava per terra cercando di colpire l’auto e l’altro faceva finta di essere sorpreso e si precipitava ad accorrere il ferito. Un finto testimone.

Forse prima, simulare un incidente era più facile per riscuotere i soldi dell’assicurazione, ma ancora oggi ci sono persone che cercando di simulare danni che non ci sono sfruttando un piccolo scontro con altre macchine.

Mi è successo qualche settimana fa, quando andavo a prendere i miei cuginetti all’asilo. Quel giorno stavo usando la macchina di mio zio perché i miei genitori erano a lavoro e la macchina che di solito posso usare di scorta era dal meccanico.

Premetto che non ho mai fatto un incidente prima e che conosco bene il percorso da fare per prendere i bambini perché li vado a riprendere da scuola tutti i giorni. La strada del parcheggio della scuola è molto stretta, perciò bisogna uscire piano e stare attenti a non colpire altre macchine.

Una volta presi i bambini ci siamo messi in macchina e ho messo la freccia per uscire dal parcheggio. Davanti a me avevo un Suv grigio. Esco dal mio posto, raddrizzo la macchina per mettermi bene sulla strada e proseguo a due all’ora verso l’uscita di scuola.
Davanti a me avevo altre 38932189 macchine di genitori che stavano uscendo dal parcheggio per andare a casa e siccome la strada è a senso unico ne avevo altre 3829138291 dietro.

Ripeto che si procedeva a 2 all’ora e singhiozzando. Appena supero il Suv, che stava fermo nel parcheggio (O meglio a me sembrava stesse fermo, poi prendete questo commento con le pinze perché mi posso sempre sbagliare), non faccio in tempo a superarlo con il sedere della macchina che proprio verso la fincata posteriore dell’auto sento un rumore di scontro. Non era un rumore di botta, era lo stridere di due cose che strusciano.

Subito mi sono fermata – scatenando l’ira di tutte le macchine che avevo dietro e volevano uscire – ed è uscita dal Suv una signora cinese incazzata. Non sapevo cosa dire. Mi sono subito scusata e quella signora ha detto “dammi tuo numero. Non ho molto tempo”. Io sinceramente ero presa dal panico e le ho dato il mio numero e le ho detto di fare le foto. La sua macchina si era graffiata sul paraurti anteriore, e la mia si era graffiata appena sul paraurti posteriore.

Facciamo le foto e ci scambiamo i numeri.

Torno a casa e riferisco tutto a mio zio, che era il proprietario della macchina. Questa signora mi richiama dicendomi che voleva vedermi il giorno dopo, io le rispondo che dovevo prima concordare il giorno con mio zio, visto che lui lavorava e lei dice che non  può aspettare.

Chiamo subito mio zio e lui mi dice che per il giorno dopo non poteva, e che al massimo poteva per il giorno dopo ancora verso l’ora di pranzo. Mando un messaggio a questa oca giuliva e lei mi risponde che non vuole fare giochetti e che se il giorno stabilito non mi fossi presentata mi avrebbe denunciato.

Io mi sono messa a piangere. Tutta questa cattiveria non me la aspettano minimamente.

Arriva il giorno dell’incontro, quindi due giorni dopo dell’incidente. Mio zio mi aveva detto che per sistemare i due graffi avrebbe chiamato un suo amico carrozziere e con la pasta abbrasiva avrebbe sistemato subito il danno.

Appena incontriamo la stronza, mi accorgo di una cosa che non avevo notato quando era successo l’incidente: il Suv in questione era pieno di graffi e ammaccature su tutta la macchina.  Era un pezzo allo scatafascio.

La stronza, ormai si chiamerà così, con il suo parlare fastidioso comincia subito ad alzare la voce dicendo che la proposta di mio zio di andare dal carrozziere non era valida perché lei era appena stata da suo e aveva constatato che il danno era più di un semplice graffio: secondo la stronza la mia auto aveva graffiato il suo paraurti e nell’urto il paraurti si era staccato leggermente. Inoltre siccome questa stronza di *** sosteneva che si stava per rifare la macchina nuova usando la promozione “ridai la tua macchina usata in buone condizioni e ne ricevi una nuova”, non potevamo andare da un carrozziere qualsiasi, ma da uno scelto da lei che le facesse il lavoro come diceva lei.

Morale della favola? Non ci crederete ma per un graffietto del cazzo (ripeto che la mia macchina non si è fatta niente e ancora non ho capito come ho fatto a staccarle il paraurti) l’assicurazione ha dovuto pagare più di novecento euro perché il Suv della stronza è un Mercedes e i pezzi di ricambio di questa marca costano una fracca.

Sempre perché a questa stronza non bastava prenderci per il c*** così, il marito della stronza, stronzo anche lui con una faccia da schiaffi, prima di farci firmare il CID, ha mostrato dal suo cellulare un video registrato dalla telecamera interna del Suv.

Nel video, che parte un secondo prima dell’incidente e dura 10 secondi, non si vede un cazzo. Si vede la mia macchina nell’attimo di passare vicino la sua e “se fare attenzione a secondo due essere tremolio”.

Se non l’aveste capito, specifico che questi due sciacalli hanno registrato un video in cui si vede la mia macchina superare il Suv e il momento dello scontro. Il problema è che il video comincia un secondo prima che la mia macchina finisca di superarli (e vi ricordo che stavamo procedendo lentissimi e a singhiozzi perché c’erano altre macchine davanti) quindi …. Io lo dico ora, e ripeto potrei anche sbagliarmi, ma secondo me hanno tagliato il video e hanno messo solo la parte in cui  finivo di superarli perché magari il secondo prima loro si erano spostati e avevo fatto sporgere la macchina dal parcheggio, mettendola nella posizione di scontrarsi con la mia. E il secondo problema è che nel video questo “fantomatico tremolio” dovuto allo strusciarsi delle macchine, era così lieve che dovevi concentrarti per accorgetene e subito dopo averci fatto vedere il video, il marito faccia da schiaffi della stronza ha rimesso in tasca il suo cellulare senza rimostrarci per due volte il video.

L’assicurazione ha pagato e la stronza continua ancora a venire a scuola con il Suv sgraffiato. Non è che io non mi sia voluta opporre, ma mio zio mi ha consigliato di lasciarli perdere perché questi due cercavano solo rogne.

Un fatto simile è accaduto alla mia migliore amica: uscendo sempre in retromarcia da un parcheggio ha urtato la macchinetta dietro di un 14 enne. Anche lei andava a due all’ora e al massimo poteva averla graffiata. Indovinate un po’? Il cretino aveva già la macchina sfasciata e rattoppata con dello scoatch marrone e anche lui andava di fretta. Hanno fatto le foto alle macchine e subito dopo si sono risentiti su whatsapp per mettersi d’accordo sul CID.

Sempre perché la gente non si fa scrupoli, il padre del ragazzo ha mandato un vocale alla mia amica dicendole che non era solo un graffio e che lei aveva urtato il faro destro della macchina spaccando i vetri. Peccato che dalle foto fatte al momento dell’incidente la macchinetta avesse già un pezzo di scoatch sul faro destro per tenerne insieme i pezzi.

Allora il padre della mia amica ha chiamato al telefono il padre di questo ragazzino e gli ha detto che se continuavano con questa storia li avrebbe denunciati per truffa. Si sono cagati sotto e non hanno più disturbato.

Avrei voluto trovare un modo anche per il mio di incidente… ma ormai è andata così. La prossima volta mi farò più furba e non mi farò prendere in giro o mettere i piedi in testa.

Cosa ne pensate? E’ successo anche a voi un fatto simile? Fatemi sapere nei commenti.

 

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About Sara 311 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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