Blackfriars – L’ordine della penna di Virginia De Winter | Recensione

Titolo: Blackfriars – L’ordine della penna (vol.2)

Autore: Virginia De Winter

Genere: Epic Fantasy

Pagine: 500

Valutazione: ★★★★★

TRAMA:

Altieres, l’antica dinastia regnante nel Vecchio Continente, si è estinta dopo la violenta morte di tutti i suoi eredi e a portare il nome dell’antica casata sono rimasti solo i vampiri Blackmore, creature immortali a cui regnare non è permesso. Ma qualcosa ora è cambiato: Sophia Blackmore, unica erede della dinastia, creduta morta da anni, è stata ritrovata, e la Vecchia Capitale non sarà più la stessa.

Gli oscuri segreti degli Altieres stanno tornando a calare ombre sulla città e spettri senza volto si aggirano per le strade terrorizzando cittadini e studenti. Mentre Sophia sta invece imparando a conoscere la sua nuova vita e cosa significhi essere una Blackmore, Eloise Weiss, coraggiosa eroina protagonista dei due romanzi precendenti, deve affrontare forze che nemmeno i suoi poteri possono governare. I morti non possono infatti riposare in pace, disturbati nel loro eterno sonno da forze oscure e implacabili, forse collegate al ritorno dell’erede di Altieres e alle sconvolgenti verità che i vampiri Black-more nascondono da secoli e ora sono sfuggite al loro controllo.

COMMENTO:

Questo secondo volume inizia da dove viene lasciato il primo volume, cioè con la scoperta di chi è l’ultimo Blackmore sopravvissuto.

Come scopriamo proprio all’ultimo del primo volume l’ultimo Blackmore è Sophia, una ragazza di cui si accenna un po’ nel primo volume perché amica di Jordan Vandemberg, il più piccolo dei fratelli Vandemberg.
Sophia è cresciuta in un orfanotrofio di Aldenor e non conosce nessuna delle  tradizioni di Altieres e questo la porta a non essere accettata immediatamente dal suo “popolo”.
Per di più non ha mai avuto una famiglia, a parte Julian, e questo la porta a non saper bene comportarsi, sopratutto perché la prima parte della famiglia che conosce sono i Redivivi, che la fanno sentire a casa ma la mettono anche in soggezione.

Essere la ultima Blackmore porta molte responsabilità ma soprattutto significa dover dimostrare alla sua Nazione che è adatta a governare, anche perché sono 16 anni che i Sinclair, soprattutto Gabriel, rivendicano il trono.
La stirpe Blackmore non è completamente umana, un terzo di loro ha una parte del presidio, un terzo è umano e uno è divino. Gabriel giocherà proprio sulla natura non completamente umana dei Blackmore per cercare di avere il trono.

Gabriel, da come lo conosciamo nel primo volume, è un ragazzo perfido che ama comandare ma soprattutto adora le risse.

In questo volume, però, conosciamo davvero Sophia e Gabriel, due persone completamente diverse ma che si trovano a fronteggiarsi per lo stesso obiettivo, il trono di Altieres.
Questo desiderio di essere i nuovi sovrani li porterà a scontrarsi ma anche a conoscersi in un modo davvero assurdo.

In questo volume, finalmente iniziamo a conoscere un po’ meglio il personaggio di Clarissa Granville; soprattutto però si inizia a capire cosa stia succedendo nella Vecchia Capitale e chi ci sia dietro, anche se qualche informazione e qualche ipotesi già l’avevamo avuta nel primo volume.

Non vedo l’ora di parlarvi del terzo volume, dove finalmente i grandi segreti verrano allo scoperto ma soprattutto ognuno dei personaggi a cui ci siamo affezionati, dovranno affrontare grandi prove e soprattutto le loro paure.

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