5 serie tv da guardare per abbattere il pregiudizio sulla comunità LGBTQ+

Il diciassette maggio si celebra la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Purtroppo ancora oggi capita fin troppo spesso di sentire tra le notizie veri e propri atti di violenza nei confronti di chi viene considerato “diverso”; ma cosa possiamo fare noi per cambiare tutto ciò? Prima di tutto informarci! E un buon modo per farlo, almeno secondo il mio punto di vista, è quello di guardare film e serie tv sull’argomento che, spesso con leggerezza, possono insegnarci che non c’è nulla di strano nella diversità e che, al contrario, il mondo sarebbe privo dei suoi colori se fossimo tutti uguali. Quindi oggi vi presento cinque serie tv da guardare per cercare di abbattere il muro del pregiudizio!

1. Sense8 – prodotta per due stagioni da Netflix e conclusa con un finale di due ore richiesto dai fans dopo che il network aveva cancellato la serie, Sense8 è un piccolo gioiellino non soltanto per la trama, ma anche per l’accortezza e l’attenzione con la quale ogni singola scena è stata girata, con un capolavoro di regia e un eccellente livello di recitazione. Otto sconosciuti provenienti da diverse parti del mondo (Nairobi, Berlino, Seul, Mumbai, Islanda, San Francisco, Città del Messico e Chicago), con diverse religioni, culture e orientamenti sessuali sviluppano improvvisamente una connessione telepatica. Scoprono quindi di essere una cerchia, ovvero un gruppo di sensate che ha una profonda connessione tra loro. Quando i protagonisti si impegnano quindi a cercare di scoprire cosa tutto ciò comporta, devono fare i conti con Whispers, un uomo misterioso che cerca di sfruttare proprio il collegamento per dar loro la caccia. La storia è meravigliosa (e personalmente vi consiglio di guardare la serie in lingua originale, giusto per gustare un po’ i diversi accenti), specie per il messaggio che porta con sé: i personaggi, infatti, seppur con storie personali totalmente diverse, si ritrovano uniti da quella che è la forza più grande di tutte: l’amore. Ideata dalle sorelle Wachowski, Sense8 riprende in minima parte la storia di una delle due, la transgender Lana. Nella storia infatti è presente Nomi, transgender mtf che da anni ha una relazione con Amanita Caplan. Nelle due stagioni viene affrontato anche il tema del coming out con il personaggio di Lito, un attore omosessuale che ha paura che uscire allo scoperto possa far tracollare la sua carriera. Una serie che però va al di là dell’amore tra coppie, al di là del sesso o dell’orientamento sessuale, una serie che vede l’amore con semplicità, come un sentimento che lega indissolubilmente ciascun essere umano, a scapito delle differenze.

2. Queer as folk – remake dei primi anni duemila dell’omonima serie inglese, Queer as folk è composta da ben cinque stagioni, ma vale davvero la pena guardarla. Intanto perché la trama ti prende subito e poi perché i personaggi diventano un po’ come una seconda famiglia. La storia è ambientata a Pittsburgh, dove, durante una serata apparentemente simile a molte altre, il pubblicitario Brian Kinney incontra fuori da una discoteca gay il diciassettenne Justin Taylor, con il quale sceglierà di trascorrere la notte. Comincia così una storia d’amore molto travagliata tra i due, alla quale fanno da contorno pur non essendo meno importanti gli altri personaggi: Michael, amico di infanzia di Brian da sempre innamorato di lui, Emmett e Ted; c’è poi Debbie, la mamma di Michael che è un po’ la mamma di tutto il gruppo e Lindz e Mel, che grazie ad una donazione di sperma effettuata da Brian stanno per diventare mamme del piccolo Gus. La particolarità della serie, che la rese oggetto di forti critiche al momento della sua uscita, è l’assenza di vergogna. Come in altri show quali Shameless infatti, gli sceneggiatori non hanno avuto paura a mostrare scene di sesso piuttosto esplicite fin dal primo episodio, dove Michael afferma proprio che: “Dovete sapere che tutto ruota attorno al sesso”. La serie però porta con sé un significato molto importante, in quanto ha trattato più di dieci anni fa di argomenti come i matrimoni e le adozioni gay, il coming out e la sieropositività, ma anche l’uso e soprattutto l’abuso di droghe e la prostituzione minorile. Una serie che non ha nulla da invidiare alle nuove uscite, ma che, al contrario, a distanza di anni non smette di emozionare e far riflettere. Piccola curiosità: il nome deriva dall’espressione “There’s nothing so queer as folk”, dove queer significa sia strano che omosessuale.

3. Modern Family – andata avanti per ben dieci stagioni e confermata per un’undicesima e ultima, Modern Family è una sitcom che si basa sul sistema del falso documentario. La storia ruota intorno alle vicende di una famiglia allargata composta da tre diversi nuclei: quello di Jay, padre di famiglia divorziato che ha sposato Gloria, una donna colombiana che aveva già avuto un figlio, Manny; e quello dei suoi figli: Claire, suo marito Phil e i loro tre figli: Haley, Alex e Luke e infine il secondogenito Mitchell, il suo compagno Cameron e la bambina vietnamita che i due hanno appena adottato, Lily. Come per tutte le sitcom, gli episodi durano appena venti minuti, eppure è una serie che vale davvero la pena guardare, perché tutti i personaggi, anche i più stereotipati come Alex, additata fin da subito come una “secchiona” oppure Gloria, eccentrica e dall’accento piuttosto marcato, lasciano qualcosa che va al di là della risata che ti strappano sul momento. Una serie che colpisce ed insegna senza perdere la sua leggerezza innata, che anche con episodi al limite del realismo, non fallisce mai nel toccare nel profondo, ma anche nello strappare una risata.

4. Special – Piccolo gioiellino della Netflix, rilasciata il 12 aprile, Special è basato sulla storia vera di Ryan O’Connell, che ne è anche autore, protagonista e produttore esecutivo. Ryan è un ragazzo gay di ventotto anni affetto da paralisi cerebrale, la cui vita comincia a cambiare quando viene assunto nella redazione di Eggwoke. Costretto ad uscire dalla bolla che la madre Karen ha creato per lui, si ritrova quindi a doversi scontrare con un modo totalmente nuovo da quello che conosce e, alla ricerca disperata di un’identità diversa da quella che lo ha accompagnato fino a quel momento, a mentire sulla sua disabilità. Una storia che tocca temi importanti, ma che riesce comunque a rimanere leggera -uno dei lati migliori? La durata! Gli episodi rilasciati fino ad ora sono infatti appena otto, dalla durata di circa un quarto d’ora. Se avete una serata libera, provate a dare una possibilità a questa serie, sono sicura che non ve ne pentirete.

5. Glee – Anche qui parliamo di una serie tv che non ha bisogno di presentazioni. Glee, che da poco ha festeggiato ben dieci anni, è una serie ideata da Ryan Murphy e che ha lanciato star come Lea Michele, Darren Criss e Chord Overstreet. Will Schuester è un insegnante di spagnolo al liceo William McKingley dove ottiene il permesso di aprire il Glee Club. Sebbene all’inizio questa iniziativa non sembra riscuotere molto successo, ben presto al club si uniranno Rachel Berry, una brillante, ma egocentrica cantante, Finn Hudson, il classico belloccio appassionato di sport, Artie Abrams, costretto ad usare una sedia a rotella, Tina Cohen-Chang, ragazza orientale timida e balbuziente, Kurt Hummel, un eccentrico ragazzo gay e Mercedes Jones, ragazza di colore dalla voce splendida. A questo gruppo mal assortito si uniranno poi le cheerleader Santana, Queen e Brittany e gli sportivi Noah, Mike e Matthew. Nel corso delle sei stagioni, oltre ad aver effettuato cover di artisti famosissimi come i Beatles, i Tears for Fears, i Queen, Katy Perry, Rihanna e Lady Gaga (giusto per citarne alcuni) e aver contato la partecipazione di personaggi del mondo dello spettacolo quali Demi Lovato e Neal Patrick Harris, la serie ha trattato di argomenti quali il bullismo, i disturbi alimentari, il rapporto con il proprio corpo, i disturbi ossessivo compulsivi e le difficoltà nel trovare la propria strada nella vita.
Glee è anche conosciuta per due coppie gay che si sono create nel corso della serie: i Klaine (Kurt e Blaine, membro di un Glee Club rivale che viene introdotto nella seconda stagione) e le Brittana (Brittany e Santana); coppie che hanno dato la possibilità di affrontare argomenti come il coming out, il bullismo, la bisessualità e il matrimonio tra coppie dello stesso sesso.

Sebbene a volte in modo quasi superficiale, non solo questa serie affronta argomenti importanti, ma è anche un must watch per ogni appassionato di serie tv che si rispetti!

Quante di queste serie avete visto? E quali avreste inserito nella lista? Fatemelo sapere con un commento! E ricordate sempre che “love is love is love is love is love is love is love is love cannot be killed or swept aside”

Dal paese delle meraviglie,

-Alice

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About Alice 13 Articles
Alice, 17 anni. Serie tv dipendente e topo da biblioteca. Solitamente mi faccio riconoscere perché mi dispero ad alta voce per le mie (tante) OTP non canon. Nel tempo libero mi dispero perché la mia gatta mangia troppo e frequento il quarto anno del liceo scientifico.

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