Recensione Altered Carbon

 

Ciao a tutti, questa è la mia prima recensione su questo sito e spero di poter combinare qualcosa di buono.

Oggi parliamo di una nuova serie drama distribuita da Netflix dal 2 febbraio, tratta dal romanzo cyberpunk

Bay City e reso una serie televisiva da Laeta Kalogridis, già famosa per aver prodotto alcuni film di successo quali Avatar, Shutter Island e Terminator: Genisys.

Focalizziamoci ora sulla trama della serie televsiva.

2384 is now.

Ambientato in un ipotetico futuro, distopico per lo più, degno di Orwell e dei suoi romanzi, Altered Carbon è un nuovo capolavoro Netflix che va esplorato in ogni sua sfaccettatura.

In un nuovo universo composto da nuovi pianeti vivibili, mondi alieni e soprattutto pericoli all’avanguardia, Takeshi Kovacs è il Byronic Hero. Interpretato da Joel Kinnaman, bello e tenebroso, dal passato cui turbolento è il più riduttivo degli aggettivi,  sospettato terrorista dei nuovi mondi vivibili, Kovacs viene “scongelato” dopo duecentocinuant’anni di prigionia, verrà assoldato per risolvere un omicidio e vari altri enigmi. La sua popolarità in campo investigativo è inoltre data dal suo essere uno Spedi (Envoy), mercenario e soldato ultra addestrato per sopravvivere a tutti i tipi di torture e dalla capacità psichica al di fuori del normale.

Takeshi inoltre si troverà a fronteggiare il suo passato, costellato anch’esso da enigmi e sotterfugi, dei quali si arriverà ad un capo solo in parte.

 

Il concetto di personaggio in sé viene annullato: una nuova tecnologia permette di ridurre la coscienza umana ad una “pila” che può essere trasferita da un corpo all’altro. Il concetto di corpo personale perciò perde la sua importanza, poiché è solo una delle tante “custodie” che accompagneranno la vita immortale di ognuno.

È sconvolgente soprattutto per lo spettatore, abituato ad amare l’aspetto mentale e soprattutto fisico di un personaggio. Così facendo, Netflix stravolge ancora una volta il piccolo schermo, spingendo chi sta guardando ad apprezzare principalmente l’aspetto emotivo di un personaggio (e quindi la sua “pila”), staccandosi completamente dalla sua custodia ed ampliando e approfondendo il suo legame con i personaggi.

 

Mozzafiato sia per gli effetti speciali che per le vicende, imprevedibile fino all’ultimo secondo, Altered Carbon è classificato come nuovo capolavoro, che tortura mentalmente chi sta guardando, e che forza ad abbracciare queste nuove teorie e concezioni per uno spetatore senza ammettere repliche.

La tortura mentale è estesa anche sul piano emotivo. Non esiste più una OTP (per chi non fosse pratico del linguaggio, la coppia preferita dell’intera serie), ma esistono empatie tra un personaggio con altri e più. Traumatico risulta anche il fatto che, potendo cambiare custodia, non si possono figurare due amanti nei loro corpi originali, ma si può solamente contemplare la chimica tra loro e sperare che perduri per quanto più tempo è concesso.

Momento autrice:

Non esiste né esisterà mai un personaggio più bello, seducente, sfrontato, spericolato e sfacciato che si eguagli a Takeshi Kovacs.

Uno Sherlock futuristico, un Mr.Darcy che ha già amato in precedenza e che ne è rimasto scottato, ma che non riesce ad evitare di provare emozioni.

Non accadeva che piangessi per un finale di stagione da secoli, e Altered Carbon è riuscito a stravolgere il mio identikit di serietv addicted riuscendo a “rieducarmi” l’attaccamento ai personaggi, e soddisfacendo ogni singola aspettativa che avessi dall’ottobre scorso.

Una seconda stagione mi sembra più che doverosa, poiché ho ancora bisogno di Tak, ho bisogno di conoscere il suo futuro. Ho bisogno di sperare che la sua custodia resterà ancora quella di cui ci siamo tutti innamorati.

Ho bisogno di sapere se resterà nel suo passato a torturarsi con Quell o se guarderà al futuro con Ortega.

Ho bisogno di tutto questo per la mia sanità mentale.

Grazie Netflix, e ti odio perché ogni tanto la potresti cacciare una serie che non mi entri nelle ossa.

Stay tuned for updates, neniaris.

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About Sara 346 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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